Il neonato non fa la cacca da giorni: quando è normale

Dott. Samuel Dallarovere · aggiornato il 21 settembre 2026

In breve. Dopo le prime settimane la frequenza da sola dice poco. Negli studi su bambini sani la frequenza è massima intorno alle 3 settimane e poi cala molto, soprattutto nei bambini allattati al seno. Quello che orienta è la consistenza di quello che esce e come sta il bambino nel frattempo: se la cacca è morbida, se mangia, se cresce e se ha la pancia molle, il numero di giorni non basta a parlare di stitichezza. La definizione internazionale di stitichezza funzionale non si regge sul conteggio dei giorni. Diverso è il neonato nelle primissime settimane di vita, dove l'assenza di evacuazioni va sempre fatta valutare.

Stai contando sul calendario del telefono, di notte, per la seconda volta. Lunedì l’ultimo pannolino sporco. Oggi è venerdì.

Lui intanto dorme, ha mangiato come sempre e non ha pianto più del solito. Eppure quei giorni vuoti in fila ti sembrano la prova che qualcosa si è fermato.

Il numero di giorni, da solo, a questa domanda risponde male. Rispondono meglio due cose che puoi controllare adesso.

Indice

La regola che ti serve stanotte

Dopo le prime settimane di vita, guarda la consistenza e guarda il bambino.

  • Esce morbida, anche dopo giorni, e lui mangia, cresce e ha la pancia molle. È il quadro che gli studi sui bambini sani descrivono come comune, soprattutto con l’allattamento al seno.
  • Esce dura, secca o a palline. Qui quanti giorni sono passati conta poco: la consistenza da sola basta a far valutare il bambino.
  • Pancia gonfia e tesa, vomito, sangue, rifiuto delle poppate, crescita che si ferma. Non si aspetta, a prescindere da quando è stata l’ultima cacca.

Sotto le prime quattro settimane circa vale un’eccezione: lì l’assenza di evacuazioni non è una cosa su cui aspettare qualche giorno per vedere come va.

Quante volte fa la cacca un bambino sano

Il dato più grande disponibile oggi viene dalla Finlandia. Nel 2024 un gruppo di Helsinki ha pubblicato i risultati di 1.052 bambini nati a termine e sani, seguiti per le prime 17 settimane con un questionario online settimanale ai genitori.

I numeri sono dati come mediana e intervallo interquartile. La mediana è il valore che sta in mezzo, con metà dei bambini sotto e metà sopra. L’intervallo interquartile è la fascia dove sta la metà centrale del gruppo, tolti il quarto che fa meno di tutti e il quarto che fa di più.

La frequenza più alta si registra intorno alle 3 settimane: una mediana di 4 volte al giorno, con la metà centrale dei bambini fra 2,9 e 5.

Poi scende. Alla settimana 17 gli allattati al seno stanno a una mediana di 2 volte al giorno, con la metà centrale fra 0,9 e 3,6; quelli con latte in formula a 1,1, fra 0,6 e 1,4.

Guarda il limite inferiore di quella fascia. A quattro mesi, fra gli allattati al seno, un quarto del gruppo stava intorno o sotto una cacca al giorno, ed erano bambini sani. Lo studio riporta le medie di ciascun bambino, non i singoli intervalli: quanti giorni di fila passassero senza scaricarsi, da qui, non si ricava. Si ricava quanto è larga la fascia del normale.

Dallo stesso studio arriva un altro numero utile per stanotte: le feci dure risultavano rare, all’1% o meno. Nei bambini piccoli e sani la cacca dura non è la norma, ed è un motivo in più per guardare il pannolino e non il calendario.

Il calo fra il primo e il terzo mese

Il calo che vedi in queste settimane qualcuno lo ha già misurato.

Nel 2012 un gruppo olandese ha pubblicato i diari di 600 bambini sani, scelti fra 1.175 perché non avevano alcun disturbo, con alimentazione ed evacuazioni registrate dai genitori a 1, 2 e 3 mesi.

Nei bambini allattati al seno la frequenza media giornaliera è scesa in modo significativo, da 3,65 a 1,88 volte al giorno nei primi tre mesi. Con latte in formula o allattamento misto, nello stesso periodo, gli autori non hanno osservato cambiamenti significativi. Gli allattati al seno avevano anche feci più morbide e più spesso gialle.

I due studi insieme dicono questo: la frequenza normale a tre settimane non è quella da aspettarsi a tre mesi, e il cambiamento è più marcato se allatti al seno. Un bambino che a un mese si scaricava a ogni cambio e a due mesi lo fa ogni tre giorni sta seguendo quella curva.

Se il dubbio di fondo è se stia mangiando abbastanza, quella domanda si risponde guardando poppate, peso e pannolini bagnati: allattamento a richiesta, quante poppate.

Giorni interi senza niente

Sugli intervalli lunghi nei bambini allattati esclusivamente al seno c’è un lavoro francese del 2014, fatto di due studi affiancati. Gli autori chiamano «evacuazioni infrequenti» un intervallo superiore alle 24 ore fra una cacca e l’altra: è una soglia bassa, e conviene tenerla a mente leggendo i numeri.

Nel primo studio, su 198 bambini allattati esclusivamente al seno, il 37% ha avuto almeno un episodio di evacuazioni infrequenti. Nel 19% dei casi è successo prima del primo mese di vita.

Sempre nel primo studio compare il dato che riguarda più da vicino te che leggi di notte. Le madri che sapevano che gli intervalli lunghi esistono sono intervenute nel 17% dei casi, contro il 79% di quelle che non lo sapevano. Gli autori riportano un valore p sotto 0,0001, cioè una differenza così ampia è molto improbabile come effetto del caso.

Nel secondo studio, 85 madri di lingua francese hanno dato un punteggio alla propria ansia e al disagio che attribuivano al bambino. I due punteggi sono risultati correlati, il che non dice quale delle due cose venga prima.

Gli autori concludono che genitori e professionisti vadano informati di quanto siano frequenti questi intervalli, e che l’atteggiamento da tenere sia l’attesa vigile.

Il lavoro ha dei limiti, e nasconderli non aiuta: sono questionari compilati dai genitori, e il secondo studio si regge su un campione piccolo e autoselezionato. Soprattutto, nessuno studio fissa un numero di giorni oltre il quale preoccuparsi. Chi te lo dà, quel numero, se lo sta inventando.

Cosa si chiama davvero stitichezza

La parola ha una definizione precisa, e non coincide con quello che intendi tu quando conti i giorni. A stabilirla è il gruppo internazionale che redige i criteri di Roma, l’elenco dei disturbi digestivi funzionali, quelli in cui il sintomo c’è ma non si trova una lesione a spiegarlo. La quarta versione, Roma IV, è del 2016.

Per la stitichezza funzionale in un bambino sotto i 4 anni servono almeno due di questi punti, presenti per almeno un mese:

  • due evacuazioni o meno a settimana;
  • storia di eccessiva ritenzione di feci;
  • storia di evacuazioni dolorose o di feci dure;
  • storia di feci di grosso calibro;
  • presenza di una grossa massa fecale nel retto, che il medico riscontra visitando.

Guarda dove sta la frequenza in quell’elenco. È un punto su cinque, è fissata a due volte a settimana, e da sola non basta: ne serve un altro insieme, e per un mese intero. I giorni contati sul calendario, da soli, a questa definizione non ci arrivano.

Quanto sia diffusa lo ha stimato una metanalisi del 2022, che raccoglie gli studi esistenti e ne ricava una stima unica, sui bambini piccoli valutati con i criteri di Roma IV: 9%, con un intervallo di confidenza al 95% dal 6% al 13%, cioè la fascia entro cui con buona probabilità sta il valore vero.

Un caso vicino ma diverso è il bambino che si sforza, diventa paonazzo e urla per dieci minuti, e poi produce una cacca morbidissima: ha un nome suo e un suo percorso, in dischezia del lattante. Se invece il pannolino contiene feci dure e vuoi sapere cosa si può fare, si parte da stitichezza del neonato, cosa fare.

Normale o da guardare, a colpo d’occhio

Quadro descritto nei bambini saniQuadro da far valutare
Consistenzamorbida, a volte quasi liquidadura, secca, a palline, oppure a nastro
Frequenzamolto variabile, cala dopo il primo mesedue o meno a settimana insieme ad altri segni
Il bambinomangia, cresce, pancia mollerifiuta, non cresce, pancia gonfia e tesa, vomita
Etàdopo le prime settimanenelle primissime settimane serve sempre una valutazione

Le primissime settimane sono un capitolo a parte

Tutto quello che hai letto fin qui riguarda un bambino che ha già avviato la sua funzione intestinale. Nei primi giorni il ragionamento cambia. Una revisione del 2021 sulla stitichezza in età pediatrica lo scrive netto: una stitichezza presente dalla nascita, o che comincia nel periodo neonatale, ha più probabilità di avere una causa organica, cioè un problema di struttura o di funzione da individuare.

Fra i segnali che spostano il sospetto in quella direzione, il primo riguarda il meconio, la prima cacca nera e appiccicosa: l’emissione oltre le 48 ore dalla nascita è indicata come un segno da approfondire.

Quindi, se il tuo bambino ha pochi giorni o poche settimane e non evacua, non stare a vedere come va nei prossimi giorni: chiama il pediatra.

Quando chiamare il pediatra

Quello che hai letto serve a orientarti. Chi valuta è un medico che vede il bambino. Sentilo se:

  • il meconio è comparso oltre le 48 ore dalla nascita, oppure il bambino ha poche settimane e non si scarica;
  • le feci sono dure, secche, a palline oppure sottili a nastro;
  • c’è sangue nel pannolino;
  • la pancia è gonfia e tesa, oppure c’è vomito, soprattutto se verdastro;
  • il bambino non cresce di peso o la crescita si è fermata;
  • compaiono febbre, vomito o diarrea;
  • noti una fossetta, un ciuffo di peli o un angioma nella zona bassa della schiena, sopra il solco fra i glutei.

Sul sangue una precisazione. Nello studio finlandese sangue occasionale è stato riportato nel 9,3% dei bambini e sangue ricorrente nel 5,2%, senza differenze di consistenza rispetto agli altri: erano bambini sani, quindi è un rilievo che a questa età capita. Non per questo lo valuti da sola a casa. Distinguere una ragade da qualcos’altro richiede che qualcuno guardi, e quel qualcuno non è una pagina web.

Se insieme ai giorni senza cacca c’è un pianto forte e prolungato lontano dai momenti dell’evacuazione, le piste più comuni sono in coliche del neonato, cosa fare.


Stanotte il calendario lo hai già guardato abbastanza. Il pediatra ti chiederà com’era l’ultima cacca e come sta il bambino adesso, e quelle due risposte le hai già.

Domande frequenti

Il mio neonato non fa la cacca da 3 giorni, devo preoccuparmi?

Guarda cosa esce quando esce. Se la cacca è morbida, il bambino mangia, cresce e ha la pancia molle, tre giorni rientrano in quello che gli studi sui bambini sani descrivono, soprattutto se è allattato al seno. Se invece esce dura o a palline, oppure il bambino ha la pancia gonfia e tesa, rifiuta le poppate o vomita, il conteggio dei giorni passa in secondo piano e serve il pediatra.

Quattro o cinque giorni senza cacca sono troppi?

Non esiste uno studio che fissi il numero di giorni oltre il quale scatta l'allarme, ed è onesto dirlo invece di inventare una soglia. Nei bambini allattati al seno gli intervalli lunghi sono descritti come frequenti. La valutazione la fa il pediatra, che guarda il bambino e non solo il calendario.

Se la cacca è morbida può essere lo stesso stitichezza?

La definizione internazionale di stitichezza funzionale, i criteri di Roma IV, comprende la storia di feci dure o di evacuazioni dolorose fra i suoi punti, e chiede che ne siano presenti almeno due per almeno un mese. Feci costantemente morbide non corrispondono a quel quadro. Restano da spiegare in altro modo, e la spiegazione la cerca il medico.

Si fa la cacca meno quando si cresce o è colpa del latte?

Nello studio olandese su 600 bambini sani la frequenza scendeva in modo evidente solo nei bambini allattati al seno, da 3,65 a 1,88 volte al giorno fra il primo e il terzo mese. Nei bambini con latte in formula o allattamento misto non si è osservato un calo altrettanto netto. Un rallentamento nei mesi del seno è quindi la cosa che quegli studi si aspettano.

Posso usare il termometro o una supposta per farlo scaricare?

È una manovra che le raccomandazioni sui disturbi digestivi funzionali del lattante invitano a non usare di routine, perché può risultare fastidiosa e può abituare il bambino ad aspettare lo stimolo dall'esterno. Prima di ricorrere a qualsiasi cosa, parlane con il pediatra.

Fonti scientifiche

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