Melatonina al neonato: cosa dicono davvero gli studi
Dott. Samuel Dallarovere · aggiornato il 26 ottobre 2026
In breve. Per i bambini piccoli che crescono senza condizioni neurologiche non esiste nessuno studio che dimostri che la melatonina li fa dormire: lo scrive la revisione sistematica pubblicata su JAMA Network Open a gennaio 2026, che ha raccolto 19 lavori sulla fascia da 0 a 6 anni. Negli stessi anni sono aumentate le prescrizioni e i casi di bambini che l'hanno presa da soli. Nei primi mesi la melatonina che conta è quella che arriva dal latte della notte e dal contrasto fra la luce del giorno e il buio.

Sei in piedi da mezz’ora, lui è sveglio e non ha intenzione di smettere. Tu hai il telefono in mano e una domanda in testa: esiste qualcosa da dargli.
La melatonina è la prima cosa che compare. Si compra senza ricetta, in gocce, con il disegno di una luna sulla scatola. Nessuno ti chiede niente alla cassa.
A gennaio 2026 su JAMA Network Open è uscita la prima revisione sistematica degli studi sulla melatonina nei bambini da 0 a 6 anni. Quello che ha trovato, e quello che non ha trovato, vale la pena saperlo prima di aprire il flacone.
Indice
- Come funziona la melatonina, e dove la prende un neonato
- La melatonina del latte della notte
- Cosa ha trovato la revisione del 2026
- A quanti mesi si può dare la melatonina a un neonato
- Gocce di melatonina per neonati: cosa cambia e cosa no
- Dosaggi: perché qui non trovi un numero
- Cosa puoi fare stasera, senza integratori
- Quando è il momento di parlarne con il pediatra
Come funziona la melatonina, e dove la prende un neonato
La melatonina è un ormone che il corpo produce da sé. La fabbrica è la ghiandola pineale, un pezzetto di cervello grande come un pisello, e il comando arriva dagli occhi: la luce blocca la produzione, il buio la libera. Per questo sale la sera e crolla al mattino.
Il suo lavoro è dare l’ora: segnala al corpo che è notte, e non spegne nessuno come farebbe un sonnifero. Anche per questo, quando ha un effetto, l’effetto riguarda il momento in cui ci si addormenta e non la continuità della notte.
Nel neonato quella fabbrica non è ancora in funzione. Una revisione sistematica pubblicata nel 2024 su Children, che ha esaminato 40 lavori, mette insieme il quadro: alla nascita la ghiandola pineale e i recettori per la melatonina sono già presenti, ma per i primi mesi la ghiandola non avvia una produzione propria a ritmo, e il lattante dipende da melatonina che arriva da fuori.
Il momento in cui parte cambia molto da bambino a bambino. In uno studio svizzero sette lattanti sono stati seguiti a casa con un braccialetto che registra i movimenti: il tempo che quel ritmo impiegava a formarsi andava da sette a quasi sedici settimane. Sono sette bambini, e da quel numero si capisce quanto sia grande la differenza fra uno e l’altro, non quando toccherà al tuo. Come si forma questo orologio sta in ritmo circadiano del neonato.
La melatonina del latte della notte
Nei primi mesi quella melatonina arriva in buona parte dal latte.
Nel 1993, a Praga, dei ricercatori hanno prelevato sangue e latte da dieci madri a tre o quattro giorni dal parto, una volta nel pomeriggio e una nel cuore della notte. Di giorno la melatonina non era rilevabile, né nel sangue né nel latte. Di notte c’era in entrambi. Poi sei di quelle madri hanno raccolto un campione dopo ogni poppata per 24 ore: in tutte il latte seguiva lo stesso andamento, alto di notte e sotto la soglia di rilevabilità di giorno.
Tradotto: il latte della notte contiene melatonina, quello del pomeriggio quasi per niente. Gli autori ipotizzano che quelle variazioni trasmettano al bambino l’informazione sull’ora del giorno.
Fin dove arriva questo dato va detto: dieci madri, poi sei, misurate più di trent’anni fa, e nessuno ha dimostrato che quella melatonina faccia dormire meglio un bambino. La revisione del 2024 propone di compensare la carenza dei primi mesi con l’allattamento, o con latte donato tenuto separato fra giorno e notte. Quella proposta va letta sapendo una cosa che l’autore dichiara lui stesso: è titolare di una domanda di brevetto su un prodotto di questo tipo.
Il punto pratico non costa niente: se tiri il latte, segna l’ora sul contenitore, così di notte gli dai quello della notte.
Cosa ha trovato la revisione del 2026
Una revisione sistematica cerca in modo organizzato tutti gli studi esistenti su una domanda, invece di tenere quelli che fanno comodo. Questa, firmata da un gruppo dell’Università del Kansas, ha setacciato nove banche dati fino a febbraio 2025 e ha tenuto 19 lavori pubblicati fra il 2000 e il 2025: dodici osservativi, sei studi sperimentali e un protocollo. Ognuno è stato pesato con una scheda che misura quanto ci si può fidare di come lo studio è stato costruito: scarso per tre lavori, discreto per nove, buono per sei.
Sull’efficacia, i sei studi sperimentali riguardavano 167 bambini piccoli con una condizione neurologica, per esempio un disturbo dello spettro autistico, seguiti in media per circa tredici settimane. In quei bambini la melatonina ha ridotto il tempo necessario per addormentarsi, con pochi effetti indesiderati segnalati. Erano bambini seguiti per una condizione, non neonati sani di poche settimane.
Per i bambini a sviluppo tipico, cioè quelli che crescono senza condizioni di questo tipo, dati di efficacia non ce n’erano. Non “pochi”: assenti. E su cosa succede nel tempo lungo, al sonno e al resto, la revisione non ha trovato nulla da riportare.
Sulla sicurezza il quadro è più nitido. Gli studi osservativi, costruiti sui registri sanitari di paesi nordici e dell’Australia e sui dati dei centri antiveleni di Stati Uniti e Portogallo, documentano un aumento delle prescrizioni, degli usi prolungati e dei sovradosaggi nell’ultimo decennio. La revisione si apre dicendo che la melatonina è la prima causa di assunzione non supervisionata di un farmaco nei pronto soccorso per bambini da 0 a 6 anni. “Non supervisionata” vuol dire che il bambino se l’è presa da solo.
Gli autori chiudono così: le prescrizioni crescono in tutto il mondo senza dati di efficacia nei bambini a sviluppo tipico, e in questa fascia di età l’uso va ridotto.
A quanti mesi si può dare la melatonina a un neonato
Non esiste un’età a cui la melatonina diventa consigliata, e nessuna delle fonti indica una soglia in mesi: nei bambini piccoli che crescono senza condizioni neurologiche manca a monte la prova che serva a qualcosa.
La melatonina che si compra senza ricetta in Italia, poi, è un integratore alimentare, e un integratore non segue lo stesso percorso di autorizzazione di un farmaco: nessuno lo prova sui lattanti prima di metterlo sullo scaffale. Esistono anche preparazioni su prescrizione, e di quelle decide un medico caso per caso.
Nei bambini con disturbi del neurosviluppo l’effetto sul tempo di addormentamento è modesto e i dati di sicurezza a lungo termine sono limitati: lo scrive una rassegna del 2026 sulle terapie del sonno in pediatria, che per l’insonnia dei bambini mette al primo posto gli interventi sul comportamento e il lavoro con i genitori.
La domanda da portare al pediatra, a un mese come a tre, è perché questo bambino non dorme. L’età da sola non dice se la melatonina abbia senso.
Gocce di melatonina per neonati: cosa cambia e cosa no
Le gocce sembrano più innocue di una compressa. Si dosano su un cucchiaino, si mescolano in poco latte.
Dentro il flacone c’è la stessa molecola. Le prove che valgono per la compressa valgono per le gocce, e per i bambini piccoli a sviluppo tipico quelle prove non esistono.
- Il contagocce è anche il punto debole. È la forma più facile da sbagliare, e la più facile da aprire per un bambino un po’ più grande. I sovradosaggi accidentali fra 0 e 6 anni sono quello che i registri hanno visto crescere.
- Si conserva come un medicinale. Chiuso, in alto, fuori dalla portata dei fratelli, mai sul comodino accanto al lettino.
- L’etichetta non è una prova. “Naturale”, “per la nanna” e il disegno rassicurante non vengono da uno studio sui lattanti.
Se un flacone c’è già in casa e il bambino potrebbe averne bevuto, chiama subito il pediatra o il centro antiveleni, senza aspettare di vedere come va.
Dosaggi: perché qui non trovi un numero
Qui un dosaggio per il neonato non c’è, perché non c’è nemmeno negli studi. Sotto l’anno nessuno ha stabilito quanta melatonina andrebbe data, a che ora e per quanti giorni: prima servirebbe una ragione per darla.
Fino a oggi questa pagina riportava un tetto di un milligrammo al giorno. Quel numero non viene da uno studio su bambini di pochi mesi, e accanto alla parola neonato sembrava un’indicazione pediatrica: l’abbiamo tolto.
Sull’uso prolungato l’unica cosa documentata è che è aumentato. Cosa accade a un bambino piccolo che prende melatonina per mesi non è stato misurato.
Cosa puoi fare stasera, senza integratori
- Luce vera di giorno. Tienilo vicino alla finestra mentre mangia, e un pezzo di giornata all’aperto quando il tempo lo permette. È il segnale che aggancia il suo orologio al nostro.
- Penombra di notte. Per cambio e poppata la luce più bassa che ti consente di vedere, senza lampadario e senza schermi addosso.
- Una sequenza sempre uguale la sera. Anche corta, anche fatta a metà nelle serate difficili: conta che si ripeta. Come si costruisce sta in 5 modi per creare la routine del sonno.
- Cambia una cosa per volta. Orari, stanza e modo di addormentarsi spostati nella stessa settimana ti lasciano senza capire cosa ha aiutato.
Niente di tutto questo agisce in una notte, e niente ti garantisce che dormirà. Sono le leve su cui esistono dati, mentre sul flacone non ce ne sono.
Quando è il momento di parlarne con il pediatra
Una pagina può dirti quanto è larga la normalità, per guardare tuo figlio serve qualcuno in carne e ossa. Al pediatra queste cose vanno dette senza aspettare:
- il peso non sale o la crescita si è fermata;
- devi svegliarlo tu per farlo mangiare, o fa poche poppate e si stanca subito;
- il pianto è inconsolabile e il corpo si irrigidisce o si inarca dopo le poppate;
- russa quasi tutte le notti, respira con la bocca aperta, fa pause nel respiro mentre dorme;
- resta irritabile anche di giorno, non solo nelle ore della nanna.
Dietro alcuni di questi segni c’è qualcosa di fisico, e su quello la melatonina non incide: un reflusso che si fa sentire appena è sdraiato, una tensione rimasta dal parto, una suzione che gli fa ingoiare aria a ogni poppata. Nella visita per i disturbi del sonno del Centro Nannasana di Saluzzo si parte da un diario delle 24 ore, luce e poppate comprese: serve a distinguere un orologio che si sta ancora sincronizzando da un sonno che qualcosa disturba.
Domani mattina, appena si sveglia, apri la finestra e tienilo lì mentre mangia. Di tutta questa faccenda è la parte su cui puoi agire subito.
Domande frequenti
A quanti mesi si può dare la melatonina a un neonato?
Non esiste un'età a cui diventa consigliata, e nessuna delle fonti indica una soglia in mesi. La revisione del 2026 sui bambini da 0 a 6 anni trova prove di un addormentamento più rapido solo nei bambini piccoli con una condizione neurologica, e nessun dato di efficacia in quelli che crescono senza. Al pediatra, nei primi mesi, conviene portare un'altra domanda: perché questo bambino non dorme.
Le gocce di melatonina per neonati funzionano?
Dentro il flacone c'è la stessa molecola delle compresse, quindi valgono le stesse prove, e per i bambini piccoli senza condizioni neurologiche quelle prove non ci sono. Il contagocce cambia la comodità. Va tenuto chiuso e in alto: la revisione del 2026 scrive che la melatonina è la prima causa di assunzione non supervisionata di un farmaco nei pronto soccorso per bambini da 0 a 6 anni.
La melatonina fa male al neonato?
Nei sei studi sperimentali raccolti nel 2026 gli effetti indesiderati segnalati erano pochi, ma riguardano 167 bambini con condizioni neurologiche seguiti in media per circa tre mesi. Cosa succede a un bambino piccolo che la prende a lungo non è stato misurato, e la revisione lo scrive. Il problema documentato è un altro: i sovradosaggi accidentali, in aumento nell'ultimo decennio.
Mio figlio ha un mese e non dorme: posso dargli la melatonina?
A un mese l'orologio interno non è ancora agganciato al giorno e alla notte, e dormire a pezzi su tutte le 24 ore è quello che fa un bambino di quell'età. Nessuno studio dice di dargliela. Quello che è documentato è che la melatonina del latte materno è alta di notte e non rilevabile di giorno: la leva sta lì, nella luce del giorno e nella penombra della notte.
Cosa posso fare invece?
Luce vera negli occhi di giorno, anche solo stando vicino alla finestra mentre mangia. Notti in penombra, con la luce più bassa che ti permette di cambiarlo. Una sequenza della sera sempre uguale, anche breve. E se oltre al sonno c'è altro che non torna, peso, pianto, respiro, la cosa da fare è farlo vedere.
Fonti scientifiche
- Kracht CL, Bolamperti G, Breeden R, et al. Melatonin Use in Young Children: A Systematic Review. JAMA Netw Open. 2026;9(1):e2551958.
- Illnerová H, Buresová M, Presl J. Melatonin rhythm in human milk. J Clin Endocrinol Metab. 1993;77(3):838-41.
- Jenni OG, Deboer T, Achermann P. Development of the 24-h rest-activity pattern in human infants. Infant Behav Dev. 2006;29(2):143-52.
- Paditz E. Postnatal Development of the Circadian Rhythmicity of Human Pineal Melatonin Synthesis and Secretion (Systematic Review). Children (Basel). 2024;11(10):1197.
- Estrada Chaverri L, DelRosso LM, Ceballos Fuentes FA. Current and Emerging Therapies for Pediatric Sleep Disorders: A Narrative Review. Neurol Ther. 2026;15(5):2321-2339.